Anna Greco. (per Fahrenheit RAI Radio3)
“Di notte…nel nido dell’avvoltoio”, di Francesco Corradino, edizioni Marco Valerio, è un libro che cattura e sorprende. L’autore ci trasporta in una Sicilia che, nei suoi ricordi d’infanzia e in alcuni personaggi, conserva intatta la sua cultura, saggezza e usanze popolari. Suoni, colori e immagini di grande potere evocativo ci avvolgono, immergendoci nell’atmosfera del paese che dà il titolo al libro, luogo del breve ritorno estivo del protagonista.
Con una maestria insospettabile per un autore alla sua prima opera, Corradino gioca abilmente tra realtà, sogno e fantasia. La surrealità della situazione iniziale ci cattura: nei profumi notturni dell’estate e nell’aura di mistero di un convento abbandonato, il protagonista diventa spettatore di singolari accadimenti. Inizia così un racconto in cui credenze popolari e religiose, rivisitate dall’autore con affettuosa e mai irriverente ironia, si intrecciano con temi e riferimenti di grande attualità.
La vicenda, che presto avvince il lettore, prende spunto da una suggestiva riunione di misteriosi personaggi. Ma è solo l’inizio di un’appassionante concatenazione di fatti e di un intreccio tra eventi reali, leggende e brevi excursus storico-letterari. Sorprendente è la “levità” con cui l’autore, nel dipanarsi del racconto, rifuggendo dai luoghi comuni, riesce a interrogarsi e a farci interrogare sui grandi temi di sempre: l’uomo e la natura, lo spirito e la materia, il senso della vita, la ricerca della verità, l’ingannevolezza delle apparenze.
Sullo sfondo, due questioni di grande attualità: il tempo, di cui l’uomo moderno spesso non riesce più a disporre e a godere, e l’insoddisfazione di chi, nel vortice del consumo, ha perso sogni e desideri e non sa più apprezzare ciò che ha.
Il libro è ricco di spunti e stimola la creatività interpretativa del lettore. È complesso, ma allo stesso tempo offre una ventata d’aria fresca. Il tutto è presentato in modo fantasioso e scorrevole, grazie anche alla semplicità e freschezza del linguaggio.
Federica A.
"Gli attori e la scenografia utilizzata sono davvero interessanti, quasi a voler esorcizzare un’incertezza religiosa. [...] E poi, onore al merito per un novello scrittore: durante tutta la narrazione, più avventurosa, vedevo la tua faccia su ogni descrizione, su ogni movenza. Ogni attimo nascosto nel convento, così come nella grotta, sono palesemente fedeli a Franco e alla sua indole curiosa, intraprendente e geniale."
Angela L.
Ho letto il tuo bellissimo libro e volevo complimentarmi. Sono d'accordo con te di vivere la vita con magica follia. Ho cercato di vivere con tale filosofia nascondendo gelosamente dentro il mio cuore questo segreto affinché gli altri non mi togliessero il piacere del mio vivere.
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