LIBRI PUBBLICATI
L'OCCHIO DI URANIA - L'artista che scolpiva il pensiero
Codice ISBN 978-1980513353

Quando un inverno rigidissimo, un forte temporale o una lunga siccità distruggono i raccolti, c'è sempre un seme che, pur scosso dalle avversità, riesce a salvarsi, rifugiandosi e facendosi scudo proprio con le macerie che esse producono.
L'Occhio di Urania narra la storia di Ettore, uno scultore utopista di successo e sognatore che, al culmine della sua carriera artistica, si ritrova a interrogarsi sul suo operato. Desidera individuare eventuali errori commessi nella vita e nella sua arte e, se possibile, correggerli. In questo viaggio di introspezione, Ettore si smarrisce in un mondo fantastico e sconosciuto, dove forse troverà ciò che ha cercato per tutta la vita. La vera natura della sua ricerca si svela man mano che la storia si dipana.
La narrazione solleva interrogativi profondi sulla natura della nostra esistenza. Ci si chiede se le nostre vite siano fini a se stesse o se facciano parte di un sistema più grande, ancora al di là della nostra comprensione. La storia suggerisce che la nostra comprensione del mondo è limitata e che c'è ancora molto da scoprire sulla spiritualità, sulla metafisica e sulla ricerca di risposte alle domande fondamentali sulla vita e sull'esistenza.
PER CHI È QUESTO LIBRO
- Per chi sente che il mondo ha bisogno di nuovi sguardi e parole più vere
- Per chi crede che l’arte non sia solo bellezza, ma anche responsabilità, coscienza e cambiamento
- Per chi ama le storie visionarie, i viaggi interiori e i confini sottili tra realtà e immaginazione
- Per i lettori che cercano pensieri semplici e profondi capaci di lasciare un segno, come un aforisma inciso nella pietra
- Per chi si interroga sul futuro dell’umanità e sogna una civiltà più giusta, senza smettere di coltivare la meraviglia
IN BREVE
Un’artista affermato che giunto all’apice del successo scopre di dover rimettere in discussione tutto ciò che credeva giusto.
PUNTI DI FORZA DEL ROMANZO
Il viaggio tra dimensione concreta e mondo simbolico crea una narrazione stratificata: lettura avventurosa in superficie, percorso interiore e spirituale in profondità.
Il romanzo affronta una domanda universale e attuale: che responsabilità ha chi crea?
Codice ISBN 978-1976895456
Nelle LIBRERIE COOP, BOOKSTORE LA FELTRINELLI, IBS Libri, AMAZON o in libreria.
Durante una vacanza estiva in un remoto paese di montagna, Leonardo si imbatte in eventi che sfuggono a ogni spiegazione. In un convento abbandonato, nascosto nella cella di un frate, assiste notte dopo notte a enigmatiche riunioni segrete: presenze inquietanti intrecciano parole che evocano storia, leggenda e verità scomode, sorprendentemente attuali.
Ma è il racconto di un vecchio amico a condurlo verso una scoperta ancora più oscura: una grotta avvolta da un’antica maledizione, dove chi entra rischia conseguenze terribili, a meno che non conosca i gesti giusti per affrontarla. Convinto che esista un legame tra la grotta e ciò che accade nel convento, Leonardo decide di spingersi oltre il limite.
Quello che troverà non è solo un segreto, ma un “tesoro” destinato a mettere in discussione ogni certezza.
Tra realtà e visione, memoria e destino, Di notte… nel nido dell’avvoltoio è un romanzo che scava nelle profondità dell’animo umano, interrogando il potere, la colpa e il fragile confine tra le leggi degli uomini e quelle di Dio.
A lettori che apprezzano la stratificazione culturale, le credenze popolari e il peso delle storie tramandate oralmente.
È adatto a chi ama il mistero non come enigma da risolvere, ma come dimensione da abitare.
Inoltre, il romanzo è adatto a lettori interessati a temi etici e spirituali: il potere, la colpa, la responsabilità e il rapporto tra legge umana e legge divina. Temi non affrontati in forma teorica, ma incarnati in situazioni narrative e simboliche.
In sintesi, il romanzo è rivolto a lettori pazienti, riflessivi, attratti dal simbolo, dal silenzio e dalle domande più che dalle risposte.
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Museo di carta è una raccolta che intreccia racconti realistici e fantastici, favole, parabole e visioni ironiche. Un universo immaginifico in cui alberi solitari diventano simboli di resistenza e meraviglia, e attori, una volta spenti i riflettori, rivelano la fragile verità nascosta dietro la maschera.
Con uno stile evocativo e sorprendente, l’autore accompagna il lettore in un percorso fatto di intuizioni, immagini e riflessioni che si muovono tra leggerezza e profondità.
Un libro per chi ama lasciarsi stupire, per chi cerca nella narrazione non solo storie, ma piccoli frammenti di senso capaci di restare nel tempo.
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"Nulla avrebbe potuto riaccendere la fiamma, perché non c’era più nulla su cui soffiare, nulla da cui ripartire. Solo il vuoto di una brace spenta e il silenzio di ciò che non arde più. Il vento del silenzio, lentamente, aveva disperso tutta la cenere.”
Un viaggio intenso che porta a scoprire il proprio “altare interiore”, il luogo dove corpo, mente e anima trovano finalmente riconciliazione.
Che cosa resta dell’uomo quando vengono meno le promesse che lo hanno sorretto per secoli? Quale spazio rimane al pensiero quando le certezze si rivelano costruzioni necessarie, ma ingannevoli? Falsidia segue il cammino di un uomo che ha scelto di sottrarsi al centro del mondo per osservarlo dai margini. Il Domatore, figura insieme concreta e simbolica, attraversa luoghi, epoche e situazioni ascoltando le voci dell’umanità: conversazioni casuali, discorsi pubblici, riti sociali, frammenti di progresso e di decadenza. In ogni incontro riconosce una costante: l’inganno sottile che accompagna la vita collettiva, una finzione necessaria che consola, orienta, promette, ma spesso tradisce.
Il viaggio non è una fuga geografica, bensì una lenta interrogazione sul senso del progresso, della responsabilità individuale e del ruolo dell’uomo in un mondo dominato da tecnologia, potere e disuguaglianze. Attraverso episodi apparentemente minimi, come una cena ascoltata in silenzio, una discussione tra scienziati, un oggetto tecnologico che irrompe nel quotidiano o un paesaggio naturale che resiste al tempo, il Domatore costruisce una riflessione etica che intreccia disincanto e speranza.
Privato di legami familiari, ma profondamente coinvolto nel destino degli altri, il Domatore affida il proprio senso di giustizia a un principio semplice e radicale: seminare senza attendere il raccolto.

